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    <title>@ScuolaInCorso@paper.wf</title>
    <link>https://paper.wf/atscuolaincorsoatpaper-wf/</link>
    <description>Un progetto podcast per provare a seminare dubbi sulla scuola italiana</description>
    <pubDate>Sat, 30 May 2026 15:45:47 +0000</pubDate>
    <item>
      <title>Seconda puntata - Tenerli dentro</title>
      <link>https://paper.wf/atscuolaincorsoatpaper-wf/seconda-puntata-tenerli-dentro</link>
      <description>&lt;![CDATA[Seconda puntata - Tenerli dentro&#xA;&#xA;https://www.spreaker.com/episode/scuola-in-corso-2-tenerli-dentro--68028140&#xA;&#xA;Ha senso tenerli dentro? Le persone che abbiamo davanti, persone che si stanno formando da almeno otto anni nelle scuole primaria e secondaria di primo grado, persone che compiono scelte, persone con difficoltà di varia natura, diverse tra loro, ha senso tenerle dentro tutte insieme?&#xA;&#xA;Ovviamente, la risposta è sì se si intende tenere queste persone in una scuola che le aiuti a raggiungere le capacità, il senso di responsabilità e la consapevolezza necessarie nella crescita; ma questa inclusione si scontra con i dati sulla dispersione. &#xA;&#xA;Il ministero ha giustamente esultato per i dati che vedono la dispersione nel nostro Paese scesa al 9,8% nel 2024 e – queste sono le stime – all’8,3% nel 2025: la metà rispetto al 2010 (quando ha raggiunto il 18,8%).  Questi dati però diventano meno rassicuranti se li analizziamo nel dettaglio:&#xA;«Le regioni insulari continuano a registrare i tassi più elevati: Sardegna (17,3%) e Sicilia (17,1%) presentano valori quasi doppi rispetto alla media nazionale. Nel Mezzogiorno continentale, Campania (16,4%), Calabria (15,8%) e Puglia (15,1%) superano tutte il 15%, mentre al Centro-Nord diverse regioni hanno già raggiunto il target europeo» (fonte https://www.spaggiari.eu/news/la-dispersione-scolastica-in-italia-unanalisi-approfondita-tra-progressi-e-sfide-strutturali ).&#xA;Alla dispersione esplicita bisogna aggiungere quella implicita, di chi cioè completa il percorso di studi senza aver acquisito le competenze stabilite come minime: parliamo, per l’Italia, di circa il 7% degli studenti.&#xA;&#xA;I dati ci dicono poi che sulla dispersione incidono la classe sociale di appartenenza e il livello di istruzione dei genitori: nel 22,7% dei casi entrambi i genitori degli studenti “dispersi” possiedono soltanto la licenza media. Ci dicono che le cause sono tante, individuali e sistemiche. Non c’è bisogno di essere brillanti intellettuali per cogliere la contraddizione: la scuola italiana è estremamente inclusiva sulla carta, soprattutto rispetto alle persone con disabilità fisiche o intellettiva, ma a chi è più fragile dal punto di vista sociale ed economica non riesce a fornire gli strumenti per migliorare la propria condizione.&#xA;&#xA;Chiudiamo con la citazione da un film del 1995, La scuola. Siamo allo scrutinio e sta parlando il prof di lettere Vincenzo Vivaldi interpretato da Silvio Orlando:&#xA;«Preside, Astariti non è bravo... Astariti è un primo della classe. Astariti non c’ha i capelli tagliati alla moicana, non si veste come il figlio di uno spacciatore, non si mette le scarpe del fratello che puzzano. Astariti è pulito, perfetto. Interrogato si dispone a lato della cattedra, senza libri, senza appunti, senza imbrogli. Ripete la lezione senza pause, tutto quello che mi è uscito di bocca, tutto il fedele rispecchiamento di un anno di lavoro. Alla fine gli metto 8 ma vorrei tagliarmi la gola. [...] Astariti è la dimostrazione evidente che la scuola italiana funziona solo con chi non ne ha bisogno!»&#xA;&#xA;Qui la nostra seconda puntata,&#xA;https://www.spreaker.com/episode/scuola-in-corso-2-tenerli-dentro--68028140&#xA;&#xA;Giada e Francesco&#xD;&#xA;due insegnanti che parlano troppo ma che sperano di aver detto cose intelligenti]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Seconda puntata – Tenerli dentro</p>

<p><a href="https://www.spreaker.com/episode/scuola-in-corso-2-tenerli-dentro--68028140" rel="nofollow">https://www.spreaker.com/episode/scuola-in-corso-2-tenerli-dentro--68028140</a></p>

<p>Ha senso tenerli dentro? Le persone che abbiamo davanti, persone che si stanno formando da almeno otto anni nelle scuole primaria e secondaria di primo grado, persone che compiono scelte, persone con difficoltà di varia natura, diverse tra loro, ha senso tenerle dentro tutte insieme?</p>

<p>Ovviamente, la risposta è sì se si intende tenere queste persone in una scuola che le aiuti a raggiungere le capacità, il senso di responsabilità e la consapevolezza necessarie nella crescita; ma questa inclusione si scontra con i dati sulla dispersione.</p>

<p>Il ministero ha giustamente esultato per i dati che vedono la dispersione nel nostro Paese scesa al 9,8% nel 2024 e – queste sono le stime – all’8,3% nel 2025: la metà rispetto al 2010 (quando ha raggiunto il 18,8%).  Questi dati però diventano meno rassicuranti se li analizziamo nel dettaglio:
«Le regioni insulari continuano a registrare i tassi più elevati: Sardegna (17,3%) e Sicilia (17,1%) presentano valori quasi doppi rispetto alla media nazionale. Nel Mezzogiorno continentale, Campania (16,4%), Calabria (15,8%) e Puglia (15,1%) superano tutte il 15%, mentre al Centro-Nord diverse regioni hanno già raggiunto il target europeo» (fonte <a href="https://www.spaggiari.eu/news/la-dispersione-scolastica-in-italia-unanalisi-approfondita-tra-progressi-e-sfide-strutturali" rel="nofollow">https://www.spaggiari.eu/news/la-dispersione-scolastica-in-italia-unanalisi-approfondita-tra-progressi-e-sfide-strutturali</a> ).
Alla dispersione esplicita bisogna aggiungere quella implicita, di chi cioè completa il percorso di studi senza aver acquisito le competenze stabilite come minime: parliamo, per l’Italia, di circa il 7% degli studenti.</p>

<p>I dati ci dicono poi che sulla dispersione incidono la classe sociale di appartenenza e il livello di istruzione dei genitori: nel 22,7% dei casi entrambi i genitori degli studenti “dispersi” possiedono soltanto la licenza media. Ci dicono che le cause sono tante, individuali e sistemiche. Non c’è bisogno di essere brillanti intellettuali per cogliere la contraddizione: la scuola italiana è estremamente inclusiva sulla carta, soprattutto rispetto alle persone con disabilità fisiche o intellettiva, ma a chi è più fragile dal punto di vista sociale ed economica non riesce a fornire gli strumenti per migliorare la propria condizione.</p>

<p>Chiudiamo con la citazione da un film del 1995, La scuola. Siamo allo scrutinio e sta parlando il prof di lettere Vincenzo Vivaldi interpretato da Silvio Orlando:
«Preside, Astariti non è bravo... Astariti è un primo della classe. Astariti non c’ha i capelli tagliati alla moicana, non si veste come il figlio di uno spacciatore, non si mette le scarpe del fratello che puzzano. Astariti è pulito, perfetto. Interrogato si dispone a lato della cattedra, senza libri, senza appunti, senza imbrogli. Ripete la lezione senza pause, tutto quello che mi è uscito di bocca, tutto il fedele rispecchiamento di un anno di lavoro. Alla fine gli metto 8 ma vorrei tagliarmi la gola. [...] Astariti è la dimostrazione evidente che la scuola italiana funziona solo con chi non ne ha bisogno!»</p>

<p>Qui la nostra seconda puntata,
<a href="https://www.spreaker.com/episode/scuola-in-corso-2-tenerli-dentro--68028140" rel="nofollow">https://www.spreaker.com/episode/scuola-in-corso-2-tenerli-dentro--68028140</a></p>

<p>Giada e Francesco
due insegnanti che parlano troppo ma che sperano di aver detto cose intelligenti</p>
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      <guid>https://paper.wf/atscuolaincorsoatpaper-wf/seconda-puntata-tenerli-dentro</guid>
      <pubDate>Mon, 13 Oct 2025 08:52:02 +0000</pubDate>
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    <item>
      <title>Prima puntata - Insegnare, cioè?</title>
      <link>https://paper.wf/atscuolaincorsoatpaper-wf/prima-puntata-ma-come-si-fa</link>
      <description>&lt;![CDATA[Prima puntata - Insegnare, cioè?&#xA;&#xA;https://www.spreaker.com/episode/scuola-in-corso-1-insegnare-oggi-cioe--68028134&#xA;&#xA;Se siete docenti lo saprete già, altrimenti vi sveliamo un segreto non sempre un docente entra in classe e sa come deve fare per fare l&#39;insegnante oggi, nel 2025. &#xA;Possiamo forse dividerli in tipologie: &#xA;1) i/le &#34;si-è-sempre-fatto-così&#34;&#xA;2) i/le &#34;aiutooooooooooooo&#34;&#xA;3) i/le &#34;boh-vediamo-un-po&#39;&#34;&#xA;&#xA;Nella prima puntata del nostro podcast abbiamo provato a ragionare su come si faccia a entrare in classe e avere a volte 30 paia di occhi che ti guardano, o come affrontare le esigenze di uno o una studente che sta affrontando difficoltà. Crediamo che tutte le tipologie di docenti concordino sul fatto che la scuola italiana è cambiata, se in peggio non sta a noi ora dirlo, e se lo è di conseguenza dovrebbe esserlo anche il nostro lavoro. È così? Come si muove oggi chi insegna tra burocrazia, psicologia, mentoring (odiosi anglicismi), tutoring (ancora...), sorveglianza, mediazione. &#xA;&#xA;Nel nostro paese è ancora grande la fetta di popolazione, scolastica e non, che crede che l&#39;insegnamento sia trasmissione di informazioni ma negli ultimi anni è aumentata quelle di chi crede che ci sia anche altro, che la costruzione di una persona non riguardi soltanto le guerre puniche, la seconda guerra mondiale, gli algoritmi e le matrici e via dicendo. Ciò non significa che queste cose non servano, anzi. Il punto, forse, non è il fine ma il percorso. &#xA;&#xA;Ne abbiamo parlato qui, nella nostra prima puntata&#xA;https://www.spreaker.com/episode/scuola-in-corso-1-insegnare-oggi-cioe--68028134&#xA;&#xA;Giada e Francesco&#xD;&#xA;due insegnanti che parlano troppo ma che sperano di aver detto cose intelligenti]]&gt;</description>
      <content:encoded><![CDATA[<p>Prima puntata – Insegnare, cioè?</p>

<p><a href="https://www.spreaker.com/episode/scuola-in-corso-1-insegnare-oggi-cioe--68028134" rel="nofollow">https://www.spreaker.com/episode/scuola-in-corso-1-insegnare-oggi-cioe--68028134</a></p>

<p>Se siete docenti lo saprete già, altrimenti vi sveliamo un segreto non sempre un docente entra in classe e sa come deve fare per fare l&#39;insegnante oggi, nel 2025.
Possiamo forse dividerli in tipologie:
1) i/le “si-è-sempre-fatto-così”
2) i/le “aiutooooooooooooo”
3) i/le “boh-vediamo-un-po&#39;”</p>

<p>Nella prima puntata del nostro podcast abbiamo provato a ragionare su come si faccia a entrare in classe e avere a volte 30 paia di occhi che ti guardano, o come affrontare le esigenze di uno o una studente che sta affrontando difficoltà. Crediamo che tutte le tipologie di docenti concordino sul fatto che la scuola italiana è cambiata, se in peggio non sta a noi ora dirlo, e se lo è di conseguenza dovrebbe esserlo anche il nostro lavoro. È così? Come si muove oggi chi insegna tra burocrazia, psicologia, mentoring (odiosi anglicismi), tutoring (ancora...), sorveglianza, mediazione.</p>

<p>Nel nostro paese è ancora grande la fetta di popolazione, scolastica e non, che crede che l&#39;insegnamento sia trasmissione di informazioni ma negli ultimi anni è aumentata quelle di chi crede che ci sia anche altro, che la costruzione di una persona non riguardi soltanto le guerre puniche, la seconda guerra mondiale, gli algoritmi e le matrici e via dicendo. Ciò non significa che queste cose non servano, anzi. Il punto, forse, non è il fine ma il percorso.</p>

<p>Ne abbiamo parlato qui, nella nostra prima puntata
<a href="https://www.spreaker.com/episode/scuola-in-corso-1-insegnare-oggi-cioe--68028134" rel="nofollow">https://www.spreaker.com/episode/scuola-in-corso-1-insegnare-oggi-cioe--68028134</a></p>

<p>Giada e Francesco
due insegnanti che parlano troppo ma che sperano di aver detto cose intelligenti</p>
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      <pubDate>Mon, 06 Oct 2025 09:30:10 +0000</pubDate>
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