Introduzione
Nella battaglia politica emergono diversi termini usati talvolta come epiteti offensivi, volti a discreditare gruppi o singoli. Queste parole hanno tutte una storia complessa e affascinante, perché raccontano pezzi di lotte, di vittorie e di sconfitte, di scontri intellettuali e non solo, del Novecento come del presente. Chi le ha scagliate e usate contro gli avversari, spesso faceva parte di organizzazioni che oggi non ci sono più, e magari li ha ricevuti parimenti da altre persone in polemica su altre questioni.
L’idea che mi è venuta in mente per questo Dizionario breve è quella di prendere alcune di queste parole, di questi concetti, e declinarli in modo positivo e creativo: da accuse trasformarli in bandiere di riconoscimento, di auto-realizzazione. Deviazionismo è il termine che compare tra gli altri nel dizionario ma che racchiude tutti gli altri concetti e quindi campeggia nel titolo. Non è mia intenzione costruire o abbozzare un sistema teorico politico: più che altro ho cercato di usare il concetto di détournement, puntandolo su alcuni termini polemici propri della tradizione della sinistra marxista o anarchica.
Il détournement ha le sue radici nel situazionismo francese, principalmente nell’opera di Guy Debord. Applicare questo meccanismo significa distorcere un termine, rovesciandolo in un significato antitetico all’originale. Per operare questa trasformazione occorre sviluppare in modo paradossale alcuni elementi del termine oggetto di détournement, costruendo così un vocabolo dal significato rinnovato e distorto, fedele e infedele allo stesso tempo alle intenzioni semantiche altrui.
L’insieme dei vocaboli “detournati” del Dizionario, presenta un mio punto di vista su determinate modalità o blocchi politici significativi, su punti di crisi da cui propongo una via di fuga. Il discorso che voglio sviluppare parte da una mia critica alla ripresa delle grandi narrazioni novecentesche fondate sul marxismo ortodosso o sull’anarchismo classico. Credo sia inutile e dannoso proporre sistemi alternativi a queste narrazioni, ma ritengo anche che sia utile offrire degli strumenti di critica che possano servire nelle pratiche che ognunә di noi poi sceglie di portare avanti.